di Federico Niccolai

Grandissimo film. Una regia superba curata nel minimo dettaglio con inquadrature e scene che riescono con maestria a coinvolgere lo spettatore e a riportarlo all’interno della storia dove la tensione aumenta piano piano scena dopo scena dialogo dopo dialogo fino all’epilogo finale. Non è un film horror classico, non ci sono scene truculente o il mostrone cattivo che salta addosso alla vittima nel buio della notte, ma il regista mette in scena il buio e l’angoscia dell’anima di un famiglia calvinista che cerca nel nuovo mondo il segno di Dio e che invece si ritrova a lottare contro i propri demoni e le proprie paure.

La regia perfetta si vede anche nell’ambientazione, nella cura dei dialoghi e nella ricerca di quell’anima calvinista che costituisce la base ancor oggi del modo di pensare nord americano. Si nasce nel peccato e solo attraverso la fede e le azioni si può ottenere la grazia di Dio e il paradiso. Stupenda poi la metafora del bosco come luogo proibito e allo stesso tempo tentazione continua, perfettamente rappresentata nella scena della mela. Bravissimi gli interpreti esaltati da una fotografia perfetta in cui le numerose scene a luce naturale ricordano i dipinti dei maestri olandesi come Vermeer Rembrant o Rubens a cui chiaramente si ispira. Se poi si pensa che trattasi di un opera prima di Robert Eggers si capisce di quanto talento ci sia in questo regista. Insomma se non l’avete capito un film da non perdere assolutamente.

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