Di NC.

Il neuropatologo Benet Omalu ( Will Smith) sembra un pò sui generis: parla con i suoi cadaveri tentando di scoprire cos’è successo loro e con un noto giocatore di football pare riuscirci.

Mike Webster(David Morse) cinquant’anni e una tac perfetta, Inspiegabili le cause della sua morte. A meno che non si osservi il cervello in sezione.

La scoperta del medico porta ad una conclusione allarmante per la NFL: il gioco del football provoca traumi cerebrali tali da portare i giocatori all’autolesionismo e alla follia: trattasi della patologia che denominerà lui stesso la CTE( encefalopatia  cronica traumatica ).

Il film è ben costruito, con una prima parte particolarmente avvincente. Will Smith inchioda con l’intensità del suo sguardo molto più che con i dialoghi (talvolta davvero poco incisivi) ed è credibile nella parte ma forse il puritanesimo, misto ai valori patriottici americani, attenuano un’atmosfera di lotta e meritata vittoria della ricerca scientifica sul fato e su Dio.

Certo il film mette a disagio, lo sport di contatto per eccellenza è sul banco degli imputati e agli amanti di questo sport non farà certo piacere!

Il dottore nigeriano Omalu esiste e ha scoperto la CTE, la pellicola è ispirata all’articolo di Jeanne Marie Laskas ‘Game Brain’ comparso nel 2009; uscita nelle sale statunitensi a Natale 2015 mentre in quelle italiane ad aprile 2016.

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