Di NC.

Amburgo, quartiere periferico. Una vecchia fabbrica adibita a ristorante, la cucina è di pessima qualità ma gli affezionati del quartiere – dal palato poco raffinato – sembrano soddisfatti. Il proprietario Zinos Kazantzakis interpretato da Adam Bousdoukos si dimena tra un amore che parte per la Cina, una punk band che scrocca la sala per le prove ed un fratello che finge di lavorare nelle ore di permesso dal carcere.  L’ex fabbrica è un’allettante sfida immobiliare per qualcuno che manda gli ispettori sanitari ad ispezionare le condizioni igieniche.  A completare il quadro disastroso un’improvvisa ernia al disco blocca Kazantzakis costringendolo ad assumere uno chef completamente matto che si fa buttare fuori perché un cliente pretende una scaldatina al gaspacho. Non manca la macchietta comica: Sokrates, marinaio scorbutico che naturalmente non paga l’affitto e insulta Zinos non appena ne ha occasione. La cucina dell’anima è un pretesto in questa fabbrica che diventa teatro di varie peripezie: ogni personaggio non è ‘in cerca di autore’ ma del suo posto e della sua realizzazione qualsiasi essa sia. Magico accordo tra ironia, valori e colpi di scena da manuale.. Tutto scorre senza intoppi in questa brillante commedia dove ogni attore, perfettamente a suo agio, interpreta mirabilmente la sua parte contribuendo ad alimentare lungo tutto il film un’atmosfera leggera e frizzante. Il giovane regista turco-tedesco Fatit Akin si muove agilmente creando un ritmo dinamico in perfetto stile new Hollywood sondando la multiculturalità e il viaggio che ognuno intraprende: alla ricerca di una felicità vera. Musiche perfette di Klaus Maeck. L’equilibrio è mantenuto fino alla fine. Da vedere e rivedere!

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