Di Federico Niccolai.

Cos’è il cinema se non immagine, rappresentazione visiva e sonora di un esperienza, di un emozione di un sogno? Partendo dal romanzo “Sotto la pelle” di Michel Faber il bravissimo regista Jonathan Glazer, già ammirato nell’ottimo “Birth – Io sono Sean”, sfrutta tutte le potenzialità e le capacità della settima arte per presentare un vero capolavoro. Un film che fa dell’immagine e dell’immaginario la sua forza, il suo punto di narrazione, il suo fulcro con una potenza e una drammaticità unica e sensazionale. La storia vede protagonista una splendida Scarlett Johansson (memorabile la scena del suo nudo integrale..) nella parte di un aliena bellissima che sfruttando gli appetiti sessuali rimorchia e si nutre di umani. L’aliena però pian piano inizia a scoprire il suo corpo (o meglio la sua pelle) umana e pian piano a provare empatia per gli stessi esseri che fagocita, iniziando un percorso di consapevolezza verso la razza terrestre che la porterà però inevitabilmente a un tragico destino. Una storia che scorre via lenta, che sfrutta i personaggi e le trame con intrecci di scene meravigliose, fatte di immagini e suoni che catturano lo spettatore e lo trasportano in un altra dimensione, in un altro universo, proprio come gli umani catturati. Inizialmente non ci sono spiegazioni, non c’è un perchè, se non la consapevolezza di aver assistito a uno spettacolo unico e per molti incomprensibile, che lascia il bisogno inconscio di una nuova visione al fine di poter comprendere meglio. Ma appena la mente si rilassa e si appresta ad una visione più attenta e profonda, anche il senso del film emerge prepotente. L’aliena ci guida in un mondo terrestre dove le prede rappresentano la società umana con le sue debolezze i suoi limiti e la sua terribile ferocia. Solo per i reietti e per gli esclusi ci può essere salvezza. Il resto è solo violenza, ignoranza e terrore, che sfociano nella strepitosa scena finale. In definitiva un viaggio nel profondo dell’animo umano o per meglio dire terrestre, messo a nudo in tutta la sua mostruosità e vacuità, attraverso un viaggio di emozioni e di immagini visto attraverso gli occhi di una aliena bellissima. Un film difficile, lento, crudo, disturbante e disarmante, molto complesso sia come trama che come narrazione visiva, un film che richiede uno sforzo notevole da parte dello spettatore, che però allorchè riesce a entrare in sintonia con le immagini che provengono dal grande schermo, proverà un esperienza a tratti unica e straordinaria. Vi invito pertanto a prendere tempo, aprire la mente e a provare a gustarvi questo Capolavoro assoluto.

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